Oltre sessanta date alle spalle e un nuovo tour che sembra non avere fine. A poco meno di un anno di distanza dal primo EP, Black Beat Movement, un collettivo che raduna volti noti della scena italiana (da Rootical Foundation a Vallanzaska a Rezophonic) torna con il primo full length, ID-LEAKS, in uscita l’8 aprile 2014. La potente voce di Naima è accompagnata da Jacopo Boschi (alla chitarra), Luca Bologna (basso), Riccardo Bruno (percussioni), Luca Specchio (sassofono e tastiere), Dj Agly agli scratches. Un sound contaminato e contagioso, tra neo soul, il rap e il nu funk. Ecco cosa ci raccontano.

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Da dove nasce l’amore per la black music?
È difficile spiegare come un individuo sia orientato verso un certo tipo di sonorità. Al contrario è molto semplice chiudere gli occhi e “vivere” il suono così come arriva. Credo che il nostro amore per la black music nasca fondamentalmente da questo approccio. E’ fisiologico.

Venite tutti da esperienze diverse. Come vi siete incontrati, com’è nato il progetto Black Beat Movement?
Alcuni di noi si conoscevano già da un po’ di anni e collaboravano in diversi progetti musicali, un giorno ci incontrammo in una saletta dell’hinterland di Milano assieme ad altri amici musicisti. Facemmo un po’ di jam e capimmo subito che si poteva creare una bella situazione artistica. Ora siamo qui a raccontartelo.

La scelta di inserire un dj nello spettacolo dal vivo e per le registrazioni in studio da cosa nasce?
Non abbiamo “inserito” un dj. Sentivamo l’esigenza di avere un sound più urban e contaminato, così Dj Agly iniziò a suonare i turntables sui nostri pezzi e fu tutto più completo e tondo. Dico che non abbiamo “inserito” un dj perché fu una questione di feeling e interplay più che di scelta preventivata.

Avete macinato chilometri e date. Eppure, siete al primo disco. Come reagisce il pubblico che ancora non vi conosce? Pensate di avere un seguito? 
Il debut ep uscito l’anno scorso a febbraio 2013 è andato abbastanza bene, come primo lavoro, e ci ha permesso di “suonarlo” in giro per tutta Italia e anche all’estero. Abbiamo avuto la fortuna di condividere palchi con grandi artisti nazionali e non, come Africa Unite, Hyatus Kaiyote, Paola Turci, Nesli, Statuto e molti altri.

L’ 8 Aprile esce il nostro primo full-lenght intitolato ID-LEAKS  da cui abbiamo estratto il primo singolo The Trick. Proprio in questi giorni abbiamo iniziato il trick.it tour 2014, e abbiam gia toccato Milano, Roma, Napoli, Firenze e Modena e saremo impegnati su palchi di tutta Italia per tutta l’estate e oltre.
Il pubblico è sempre entusiasta del live e siamo sempre in grado di instaurare una connessione con le persone che ci ascoltano. A nostro avviso è questa la ragione per cui le persone che ci sentono live diventano parte della grande BBMfamily; tante o poche a noi non interessa. La qualità dei nostri sostenitori è altissima e li dobbiamo ringraziare ogni giorno.
Cerchiamo di vivere la band come una vera e propria famiglia con tutti i diritti e i doveri che ciò implica. C’è tanto impegno e tanto lavoro da parte di tutti. Ci piace pensare che una band debba funzionare come una mano che stringe qualcosa: se anche una delle cinque dita non compie la stessa pressione delle altre la presa non è efficace e la mano presto o tardi si stancherà lasciando scappar via quello che afferrava.

 

I vostri artisti di riferimento per la composizione delle canzoni, quali pensate siano?
Ognuno di noi ha i suoi artisti preferiti, dai Funkadelic a Erykah Badu, da Miles Davis a Prince, da Marley a Pharrell, da Marvin Gaye agli A tribe Called Quest.. insomma è difficile fare una mappa dei nostri riferimenti artistici.. ma sicuramente la contaminazione tra suoni differenti ci affascina e ci fa scrivere.

Come nascono le canzoni dei Black Beat Movement?
A volte partono da una jam session tra noi, a volte da un beat elettronico prodotto, altre invece da un preciso groove di batteria o da un intuizione vocale. Anche in questo caso tutto cambia e tutto varia.

 

 

bbm bassa

Quale pensate sia la forza del vostro spettacolo live?
Suoniamo una musica che è strettamente legata alla danza e al feeling che un certo tipo di beat scatena, quindi il live è un gran variare di ritmi e atmosfere che ti fanno muovere. Insieme a questo cerchiamo di comunicare anche concetti per noi “importanti” e “vitali” come l’amore, il rispetto, l’ecologia e la libertà. E poi, se lo ascolti bene … è sempre diverso..

Lo Sziget è l’inizio di una fuga verso l’estero?
Fuga sicuramente no. E’ stata di certo un’esperienza fantastica che ci ha permesso di aprire ancora di più i nostri orizzonti. Lo Sziget è uno dei festival più prestigiosi d’Europa e siamo felici di aver partecipato ad un evento musicale di tale rilievo. Il feedback è stato importante e la gente ha accolto il nostro progetto con molto entusiasmo per questo puntiamo a suonare e a diffondere la nostra musica in tutta Europa e oltre, senza distinzione. La musica è universale e questo nostro pensiero cerchiamo di ricondurlo anche nelle scelte promozionali che facciamo. Il messaggio del Black Beat Movement è chiaro e diretto a tutti, Italia e non.