AlteriA

 

 

Ricordo bene il mio primo acquisto musicale.
Ricordo un piovoso pomeriggio di Settembre e mio padre che mi accompagna all’unico negozio di dischi di Rho…ridente cittadina alle porte di Milano.
Comprai “The Scores” dei Fugees. Che roba!
La cassettina, il libretto dentro e via.. ore ed ore in ripetizione nel walkman fino a quando iniziava a suonare più lentamente: pile scariche.
Ok. Oggi sono nostalgica.
Necessariamente nostalgica, dato che mi trovo a riflettere su come è cambiato lo scenario musicale ora che è tutto accessibile e non localizzato. Su internet, per intenderci, ogni mondo è paese e ogni paese è mondo.  Posso sentirmi parte della comunità “hard rockers forever in Canada” pur essendo per metà Rhodense e per metà siciliana.
Eppure qualche tempo fa, nemmeno cosi tanto tempo fa  (ueh..io sono una ragazzina!!) non era cosi.
Qualche tempo fa la musica si viveva, se non volendo esagerare nel proprio quartiere, nella propria città si.
L’iniziazione alla musica avveniva all’incirca cosi:
qualche compagno di classe, magari grazie ad un fratello o ad una sorella maggiore, arrivava millantando una musicassetta di un qualche artista.
Ricordo bene quei primi ascolti che, verso i 14 anni, mi hanno aperto un mondo:
-1996 “Cosi Com’è” Articolo 31 (si, avete letto bene!)
-1997 “Mondi Sommersi” Litfiba …e da li la disperata corsa all’indietro alla ricerca di ogni canzone di Piero e Ghigo e l’acquisto quindi di tutta la loro discografia dall’85’ in poi.
(apro una parentesi… vado fuori tema perdonatemi: curioso che le prime band ascoltate in adolescenza siano capitanate dagli attuali giudici di “The Voice”… della serie, qui si va davvero a rotoli!)
Comunque…
Una volta copiato il nastro del proprio compagnio di classe, con tanto di scotch sulle fessurine della cassetta (ricordate?) , un mio istinto primordiale, una mia tendenza a concentrarmi sulla voce, mi obbligava a fare stop e play, come una pazza maniaca assatanata di parole, per poter scrivere sul mio quadernino i testi di ogni canzone .
Bella vita oggi: Google, titolo canzone, cerca lyric…taaaaac. Stampa e leggi.
Quasi sempre, chi faceva parte del gruppetto nerd di appassionati di musica, a quel punto sentiva stretto come luogo di confronto e scambio solo la scuola e quasi sempre nasceva la voglia di tentare di riprodurre quelle canzoni. Ed ecco che ci si buttava in sala prove.
Senza troppo pensarci, almeno all’inizio, ci si ritrovava uno strumento in mano: “Oh, Cecco tu hai la faccia da chitarrista!Ti va?” “Ciccio.. ci provi tu con il basso?”  “Oh vabbe, io rimango fuori mi metto alla batteria” … il tastierista in genere sempre il più sfigato, arrivava dalle lezioni imposte dai genitori di pianoforte classico e si ritrovava a doversi inventare chissà quale arrangiamento su 2020 dei Timoria…alla fine faceva finta di suonare, giusto per esserci.
E poi bhe… la voce. Quello più intonato si piazzava al micofono, non sentiva mai nulla di quello che cantava, i volumi degli altri strumenti sovrastavano tutto, nessuno ero in grado di regolare mixer, volumi.. Rock ‘n’ Roll diciamo.
La sala prove di Rho, il Magilla, era punto di ritrovo di tuuuuuuttiiiii i musicisti. Quel luogo era l’attuale “gruppo” di Facebook. Non dovevi cliccare “Mi Piace” su nessuno, male che vada se qualcuno ti stava sul culo, lanciavi occhiate antipatiche.
Si suonava, si fumavano le prime sigarette di nascosto, giusto per atteggiarsi meglio a Rockers, ci si scambiava spartiti, accordi, testi e ci si dava appuntamento per assistere ai primi concerti assieme.
Concertini perlopiù. Amici più grandi, che ai nostri occhi apparivano INNARRIVABILI, che si esibivano al Boccadillos : “ Cazzoooo! Ma il pub quello in pieno centro!? Che roba!!!”
Eventi creati su Fb? Scarica l’applicazione, quella che serve per invitare tutti i tuoi contatti automaticamente? Ma va!
Passaparola selvaggio! “Buongiorno signora, sono Stefania! Si, Stefania Bianchi la compagna di Gloria, ma la può passare? Grazie ! ……. Oh Glo, Sabato andiamo a sentire le MoscheLosches al Bocca?”
Telefonate, locandini, volantini, bigliettini. Che meraviglia.
Stavo provando a ricordare il mio primo concertino. E mi è venuto in mente, per quanto credo di aver fatto di tutto per rimuoverlo dalla memoria! Cantai come corista, avevo persino un nome d’arte (Fly MC!!!) , con quello che era considerato il rapper del quartiere più figo, Zeus.
Il luogo dell’esibizione era un Motel. Sì! Un Motel. Purtroppo non riesco proprio a ricordare il nome ma so solo che era in località straniera: ben 1 Km fuori Rho, a Terrazzano.
E poi ancora ricordo l’aria di sfida che si creava tra le band dei diversi licei o degli oratori. Ogni quartiere, ogni rione aveva la propria band di rappresentanza… Non si caricavano video su YouTube, non si usava Soundcloud e non potevi scrivere sulla tua bacheca cattiverie su quella band che tanto ti stava sulle palle.
Se volevi saperne di più, ti toccava uscire, chiedere il permesso ai genitori di andare al San Carlo quel pomeriggio “Dai ma’! Studio domani, tranquilla. Ci vanno tutti oggi a sentire i Rhock” (notare l’incredibile gioco di parole..Rho, Rock…che genialità!)
Potrei andare avanti pagine portando a galla ricordi legati al mio paese e alla musica: il festival estivo RockinRho, la prima band che fece il proprio sito internet creando dello sgomento generale, quelle band che sono riuscite a farsi conoscere anche fuori di casa, ma mi devo fermare. C’è tempo per il mio primo romanzo, non mi sento ancora pronta;)
Non si può chiudere una lista di ricordi con una morale, non c’è morale ma posso tentare di trarre una conclusione, una mia personale opinione.
Rione Vs Internet : non riesco a decretare il vincitore. Troppi pro e contro. Sarebbe bello trovare il giusto equilibrio.
Sarebbe bello uscire di casa il venerdì sera e trovare amici, vecchi e non, riversarsi nei locali per godere non solo di musica, ma anche della compagnia delle persone, la compagnia “calorosa” e non quella freddina dei social, cosi come è bellissimo potersi vedere l’intero live dei Nine Inch Nails in HD su VEVO, dato che hanno suonato a Los Angeles e purtroppo avevo la cena dai miei e non son potuta andare. ;)
Equilibrio.
YouTube e Spotify sono un tesoro, uan risorsa meravigliosa: poter scoprire ogni artista di ogni posto del mondo. Ma che bello anche scoprire band della propria zona, seguirle, scoprirne la storia, vederle magari anche crescere e migliorarsi.
Equilibrio.
Più rione per tutti e forse un pò meno Internet.
Che ne dite?