…io quello che cercavo l’ho trovato all’Alvarado Street, club in cui ho voluto dare un’occhiata dall’interno: le coordinate del GPS segnano Via Attilio Mori, 27 e quello che traspira suona più o meno così: Più realtà ricreate nello stesso spazio dal pub al club dove suona la musica più variegata e dinamica della scena culturale underground, diviso in due piani, questo locale offre diverse iniziative oltre alla musica dal vivo…

concert2

Perché Alvarado? Centra con la citazione di Bukowski che compare nel vostro sito web? Perché sappilo: un buon locale, non si giudica solo dalla birra che offre e, anche se detto dall’ubriacone Bukowski non è comunque abbastanza…
Ovviamente il nome Alvarado Street è il nostro omaggio a quel vecchio beone di Hank! La citazione che hai visto sul quadro è presa dal suo romanzo “donne” e Alvarado Street è la via dove lo scrittore C.B. era solito bere e folleggiare nelle sue lunghe e folli notti.

In che anno è incominciata la vostra attività e soprattutto perché avete scelto il Pigneto come zona romana; c’è una ragione particolare e strategica oppure è capitato per caso?
La scelta è stata assolutamente mirata. Quando abbiamo aperto il locale, due anni fa, abbiamo puntato su questo quartiere perché è un luogo che offre tante possibilità dal punto di vista culturale e della vita notturna. Abbiamo cercato di miscelare questi due aspetti e la scelta è stata azzeccata.

Come siete subentrati nella gestione del Round Midnight e quali difficoltà avete incontrato?
Venendo tutti e due (Carlo e Giulio) da esperienze precedenti l’impatto è stato alquanto “soft” e positivo sin dal principio. Vivere la notte fa parte di noi e ci piace come scelta.

Qualcuno tra i gestori del locale è storicamente appartenuto alla vita del Pigneto, quindi in un certo senso si sente a casa, oppure già l’Alvarado è una casa vera e propria per voi?
Nessuno dei due  viveva o abitava o faceva parte della “scena del Pigneto”, ma ci siamo trovati benissimo sin dall’inizio. Inutile dirti che l’ Alvarado è ormai la nostra casa visto che passiamo qui la maggior parte delle nostre giornate e ne siamo contenti.

Qui è tutto davvero molto bello, di chi è stata l’idea?
Nostra, abbiamo impiegato parecchio tempo per tirare su il tutto poiché prima non c’era un locale qui! Quello che vedi è frutto della nostra inventiva.

La concorrenza è spietata e nemica dei locali affollati che alimentano l’isola del Pigneto. Come pensate di reagire a questa problematica? In sostanza cosa offre il vostro pub/club di più degli altri?
La presenza di parecchi locali in zona non è assolutamente qualcosa di negativo per noi, anzi. Una zona come questa richiama parecchie persone e poi ognuno sceglie. Certamente il nostro punto di forza è la continua programmazione dal punto di vista della musica live che svaria su tutti i generi che abbiano a che fare con il rock nell’accezione più ampia del termine. Oltre a questo abbiamo anche un’ottima scelta dal punto di vista birrario (con un’ampia proposta di prodotti artigianali), dei distillati in genere e l’offerta di cibi vari tra cui anche quelli vegetariani.

Quelli che frequentano Alvarado sono ragazzi e ragazze di quale fascia di età? Vi è tra loro lo skater, lo streetwriter, il nostalgico dallo stile indie-rock, oppure c’è semplicemente tanta gente normale? Te lo chiedo perché al Pigneto di gente normale neanche l’ombra…
La nostra clientela è molto variegata e solitamente è differente da serata a serata secondo il live che proponiamo. C’è da dire che una buona fetta di aficionados è rappresentata dai ragazzi della scena punkrock/punk/hc romana perché è questa tipologia che caratterizza il locale e rispecchia maggiormente i nostri gusti.

All’Alvarado suonano band, si beve ottima birra e soprattutto si incontra gente con cui scambiare opinione e si dibatte; è un punto di forza di un club quello di accomunare teste diverse sotto un unico tetto per far partorire qualcosa di creativo?
Assolutamente sì! Questo mix creativo è un’arma buona che dà sapore a quello che facciamo e ci sprona a continuare nella direzione che abbiamo intrapreso. Penso che lo scambio tra persone apparentemente “differenti” sia senza dubbio un punto di forza.

Hai parlato di musica dal vivo: è una carta vincente per il vostro locale? Ci sono prospettive o evoluzioni future?
Sì, è la NOSTRA carta vincente! A proposito di prospettive, approfitto per parlarti del nostro primo Festival che si terrà nei giorni 4 e 5 di Aprile. Il nome dell’evento è “BANNED IN PIGNETO” ed è il 1° fest punk hc che organizziamo in prima persona: dieci band provenienti da panorami nazionali e internazionali e due giorni di musica. Info https://www.facebook.com/events/274090599422017/?fref=ts

Raccontaci qualche concerto/evento che è stato particolarmente importante per la crescita non solo economica ma anche del nome Alvarado?
Viste le premesse precedenti (siamo amanti del punk hc) sicuramente un evento che ci ha gratificati parecchio è stato il concerto dei “LA CRISI”, storica band della scena punk hc: stesso tetto insomma.

Ai vostri concerti c’è qualche band che  supera l’altra, nel senso che nel locale premiate più un genere musicale oppure siete della filosofia più ce n’è meglio è?
Non c’è una vera e propria gerarchia. Qui abbiamo ospitato concerti dei più svariati generi: dal punk al folk, dal metal all’elettronica, dal dark all’hardcore ecc.

Quindi, com’è lavorare all’Alvarado?
Una bomba! Tanti nuovi amici e buona musica nel nostro locale, il tutto condito da ottima birra! Quale lavoro potremmo desiderare se non questo?