Fortemente influenzato dal brit-pop e dall’indie-rock dei 2000, il progetto Royal Bravada (Prismopaco Records di Diego Galeri) nasce nel 2012 in quel di Monza con la pubblicazione dell’ep “Black Bones”.
Dopo un anno di duro lavoro, dopo aver condiviso il palco con band come I Ministri (@Un Tranquillo Weekend da Paura, 2013) e Fratelli Calafuria (@Brianza Rock Festival, 2012), Royal Bravada presenta il suo primo album omonimo: la colonna sonora di una generazione giovane, travolgente, impulsiva, sregolata, che ama ballare, cantare, ridere e piangere non necessariamente in momenti diversi.  Un totale di dieci brani per un’attitudine che non ha nulla da invidiare alle release straniere. Dopo un’esclusiva streaming con Deezer Italia, che vede la band tra I primi posti della classifica “alternative” con il brano Round The Corner, e un’esclusiva video con Wired.it, il disco esce ufficialmente su tutti gli stores digitali per Prismopaco Records, l’etichetta di Diego Galeri.

Royal come regale, Bravada come arrogante spavalderia. “Royal Bravada è difficile da spiegare. È un ossimoro. Royal è Doctor Jekyll. Bravada è il nostro spirito incontrollabile e un po’ folle, il nostro Mr. Hyde.”

 

Bravada

Royal come regale e bravada come spavalderia. Una musica elegantemente brit mescolata di garage rock.

È una scelta ragionata?
Chiamare il nostro genere indie-rock è coerente con il fatto che siamo indipendenti e rockers, ma potrebbe essere riduttivo per descrivere la musica che facciamo. Il nostro obiettivo è creare musica originale e soprattutto coinvolgente. Vi sembra garage mescolato a brit-pop? Può darsi…. Ma l’importante è che vi piaccia e che le canzoni vi facciamo sognare.

Quali sono i vostri punti di riferimento, in ambito musicale e non?
Per quanto riguarda la musica: fra le nostre influenze vi sono artisti di ogni genere. Siamo in 5 e ascoltiamo molta musica diversa, dai classici alle chicche del passato al rock contemporaneo e all’elettronica. Non abbiamo modelli ben definiti, componiamo in modo molto istintivo. Gli artisti (musicisti e non) che ci piacciono sono quelli che hanno il coraggio di ambire al successo e che fanno tesoro delle critiche. Cerchiamo di essere così anche noi.

Siete usciti con un’esclusiva video per Wired, e con il disco in anteprima streaming per Deezer.  Ora siete nella classifica “alternative” di Deezer in ottima posizione. Quali saranno le prossime mosse?
Le prossime mosse? Stiamo girando un altro video segreto ☺ e continueremo a suonare sempre di più quindi seguite gli aggiornamenti delle nostre pagine (soprattutto face book). A medio termine? Suonare in un bel festival estivo.

Come vi siete incontrati, quanti anni avete, com’è nato il progetto?
Ci siamo incontrati due anni e mezzo fa con l’intenzione di fondare i RB e di fare musica inedita che catturasse l’attenzione del pubblico, non ci vergogniamo di dire che vogliamo piacere a tutti (abbasso gli snob!). Abbiamo tutti dai 24 ai 27 anni. Prima ci conoscevamo poco (tranne Trizzino e Luca, amici da una vita). Dalla prima sessione di sala prove abbiamo sprigionato un’energia inesauribile e ciò ci caratterizza molto. Chiedere a chi viene a sentirci live per credere. Dal vivo siamo una bomba ad orologeria.

Cosa succede ai vostri live? Perché vale la pena venirvi a sentire dal vivo?
Ai nostri live si viene investiti da una forza di suoni avvolgenti che fanno vibrare i corpi e le teste. L’energia che sprigioniamo si riflette sul pubblico che ce la rimanda indietro con ancora più carica! Il nostro mantra è suonare per far scatenare ed innamorare (non solo di noi ☺) chi ci sente.

Come nascono le canzoni dei Royal Bravada?
La composizione varia da canzone a canzone. Alcune nascono da melodie di voce di Albi, altre da riff dei chitarristi o da improvvisazioni delle dita magiche di Tony. Vige la democrazia più assoluta: tutti sono leader, nessuno comanda senza l’appoggio degli altri. Ogni tanto questa democrazia ci fa essere “5 galli in un pollaio”, ma è il modo migliore per far fluire le idee senza freni. Le nostre sessioni di composizione sono sempre divertenti perché ognuno è davvero libero.

 

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Di cosa parlano le vostre canzoni?
In poche parole? Di sogni spavaldi (Secrets) amicizia (Thieves Friends), amore, tradimenti (Round The Corner, Black Bones) e speranza per un presente e un futuro migliore (Hold Fast)… ma anche di malinconia, dolore (The Wolf). Riversiamo nei nostri pezzi tutte le nostre emozioni. Lo facciamo senza farci troppi problemi e senza “tirarcela”…. Ma la vera domanda è: Voi cosa provate nell’ascoltare i nostri brani?

 

Il video di Hold Fast racconta una giornata al computer, persi nei social network. È questa la vita della vostra generazione?
Il video vuole essere una provocazione. La tecnologia e i social network sono armi a doppio taglio e spesso prevale la brutta faccia della medaglia, quella che ci rende freddi e distanti, chiusi nella nostra corazza fatta di tutto ciò che di noi vogliamo condividere. Hold Fast è un monito a godersi la vita: log out & hang out! Torna ad essere te stesso, non essere schiavo della società virtuale.

Oggi sono moltissime le uscite discografiche in un mercato libero e alla portata di tutti, e cresce il bisogno di “fare la differenza”. Pensate che basti la musica?
La musica è condizione necessaria ma non sempre sufficiente. Oggi bisogna curare l’immagine in modo maniacale se si vuole essere sulla cresta dell’onda. E’ questione di un attimo perdere l’attenzione del proprio pubblico. Sicuramente è più difficile vivere con la musica rock oggi rispetto a vent’anni e più fa. Colpa anche della facilità con cui ogni ragazzino/a può comporre “musica” con il proprio computer o mac. Si è persa molta sensibilità nei confronti del lavoro creativo che una band fa. Spesso non ci si rende conto della difficoltà di accordare 5 stru-MENTI! Il pubblico è sempre meno sensibile alla musica e (ahimè) troppo sensibile all’immagine. But that’s how the story goes!

Gli indumenti perfetti da indossare sul palco, per i Royal Bravada.
Black, skinny. Indossiamo cose che non abbiamo paura di rovinare versandoci sopra il gin tonic.