Il potere logora chi non ce l’ha!


È la frase che per antonomasia definisce i disequilibri sociali ai quali la specie umana è sottoposta dalla notte dei tempi.
 Esistono vari tipi di potere che, come nella magia, potremmo suddividere in bianco e nero.
 Il primo, un potere innocuo, composto da particelle energetiche, talento, intelletto, capacità cognitive… vedi gli sciamani o i grandi pensatori, piuttosto che gli artisti e i creatori di energie Altre; e nel secondo caso, invece, un potere nocivo, quel tipo di potere che mira all’accrescimento di un singolo o di un collettivo e che inevitabilmente calpesta il diritto altrui pur di arrivare più o meno machiavellicamente al fine preposto.
 Il potere logora chi non ce l’ha… in entrambi i casi.
 Logora per mezzo dell’esasperazione che in molti può causare quel senso di impotenza straziante – citando un vecchio brano rap: gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili – oppure, in taluni casi, il senso di ammirazione nei confronti del potere può suscitare una metamorfosi emotiva che da vita all’invidia più spietata e distruttiva.

Il potere dunque, sia esso bianco o nero, logora. È un dato di fatto.

Quanto però accade in questa nostra folle epoca 2.0, tende a rivoluzionare drasticamente tale affermazione, donando al senso di logorio un aspetto più peculiare e surreale: capita sempre più spesso infatti che il potente di turno venga logorato dal suo stesso potere… come una sorta di implosione generata da una specie di autocombustione che porta all’inevitabile azzeramento del potere acquisito o conquistato.
 Ogni giorno, un potente dopo l’altro, cade… e ben venga, vittima della medesima vanità, della medesima dipendenza, del medesimo “peccato originale”… un peccato che pare sia quasi divenuto impossibile da gestire e dominare.
 Implodono Presidenti, Papi, dirigenti d’azienda, parvenu d’ultim’ora, pseudo-imprenditori e fighette o giullari asserviti alla Corte di questo o quell’imperatore.
 È un autofottersi, un delitto e castigo autogenerato.
 Il bersaglio ormai è reso sempre più nudo dall’assenza di quell’alone di mistero che un tempo, chissà, proteggeva le stanze dei bottoni e che oggi invece non può più fare a meno di mettersi in mostra… a miracol mostrare. Un potere take-away che si genera e si sgretola in un clik, in un baccanale, in un’intercettazione, in una dichiarazione dei redditi, in un nonnulla incontrollabile… e la gente, inizia a non credere più.
 Non è un caso che il flusso di elettori sia a sempre più in calo. La gente non beve più la storia del potere al popolo. La gente assiste allo spettacolo della caduta degli imperatori e ne accoglie benevolmente lo scempio in pubblica piazza.
 Non tocca altro che aspettare, e vedere chi sostituirà chi – inevitabile condizione – e conseguentemente, dunque, combatterlo – inevitabile condizione.

Perché il potere, inteso nella sua accezione decisionale, gerarchica, istituzionale, religiosa, non genera mai null’altro se non un logorio.
 Dunque, aspetteremo di sapere chi sarà il prossimo ad implodere per autocombustione o per volere popolare.

E nonostante l’Europa pare tenda a destra… io continuo comunque a vederci sempre più qualcosa di sinistro.

FUCK THE POWER!
Cheers!

 

 

Cover C mag maggio 2014 ok

                                                                                        Foto by Karen Natasja Wikstrand