Alzi la mano chi non ha mai guardato un film porno. Ammettetelo! Anche voi, nell’intimità delle vostre stanze, quando il desiderio monta, la noia vi pervade, la passione si accende, cominciate a cambiar canale in TV cercando del materiale pornografico oppure navigate online alla ricerca dell’immagine giusta, dello spunto che darà libero sfogo alle vostre fantasie.

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Ma chi è che produce e confeziona per noi l’immaginario pornografico?  Molto spesso, anzi spessissimo, sono gli uomini a stare dietro la macchina da presa e a dirigere e produrre i film porno. È un potere sottile ma intrusivo quello di chi produce pornografia, un potere che si insinua tra i nostri fluidi, nei nostri centri dell’eccitazione, decide il ritmo del godimento: la ripetizione dell’atto meccanico è il mantra a cui i piaceri sono asserviti e l’eiaculazione maschile è l’unico traguardo da raggiungere.

La giornalista Tiziana Lo Porto ha riflettuto sulla pornografia e sulla sua produzione in Italia e ha deciso che fosse il momento  di far emergere l’immaginario delle donne. Nasce così il progetto “Le Ragazze del Porno”, dieci registe italiane che si cimenteranno con la produzione di altrettanti cortometraggi pornoerotici. Un progetto per il quale le ragazze hanno lanciato una campagna di finanziamento dal basso su indiegogo realizzando un video-appello che sulla rete è diventato subito un piccolo caso. In fondo tutti sono subito pronti ad eccitarsi quando si sente parlare di donne e pornografia. Ma come starà andando in realtà questa campagna di finanziamento? E soprattutto: ma cosa è la pornografia?
Abbiamo rivolto le nostre domande direttamente alle Ragazze del Porno che hanno risposto nella persona della regista Monica Stambrini.

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C’è tanta confusione attorno al termine pornografia. Per qualcuno è qualcosa che serve ad eccitarsi, per altri è la manifestazione dell’osceno, secondo il dizionario etimologico è l’illustrazione delle attività delle prostitute. Potete definire con esattezza cosa intendete voi per pornografia?
Nell’usare la parola pornografia per i nostri corti intendiamo la rappresentazione della sessualità in modo esplicito, senza censure, sia da un punto di vista visivo che narrativo. Si potrebbe anche definire “realismo sessuale”. 
La sessualità riguarda la vita e l’immaginario di tutte/i, perché la sua rappresentazione dev’essere prerogativa solo del porno e non del cinema?   Nella letteratura e nell’arte… c’è molta più sessualità che non nel cinema – anche perché c’è meno censura. Io credo che il cinema vorrebbe poter raccontare in modo molto più esplicito il sesso, solo che non lo può fare perché cade nella censura che ne limita la distribuzione. 
Ma di nuovo (come negli anni ’60 e ’70) il cinema si sta cominciando a ribellare alle regole e infatti negli ultimi festival di cinema si fa un gran parlare di scene di sesso esplicite in film d’autore.



Perché i corti delle ragazze del porno saranno pornoerotici e non pornografici?
Credo che finché non gireremo i nostri corti sarà difficile dare delle definizioni. Le sceneggiature sono un’indicazione, poi quando si mette in scena una sceneggiatura molto può cambiare. Il confine fra erotismo e pornografia è abbastanza labile e soggettivo. E noi siamo tutte registe diverse, soggetti diversi. Lì è il bello.

Tra le reazioni dell’italiano medio al vostro video-appello per il crowdfunding, sui social network ci sono state le classiche: “A me non mi dicono niente”, “Non me le scoperei”, “Belle tette”. Secondo voi la vostra operazione potrà servire a bastonare lo stordimento culturale di questo soggetto sociale? O non si corre il rischio di creare un prodotto di successo che però non modificherà l’ignoranza dilagante?
Direi che per ora, già il nostro coming out ha modificato qualcosa. Noi, viste come belle o brutte, normali o stravaganti, giovani o vecchie, registe più o meno famose, osiamo esporci. Comunque le critiche erano prevedibili, l’entusiasmo con cui siamo state accolte meno, ci hanno sorpreso. Direi che è già un traguardo, al di là del prodotto – che ci impegneremo di fare al meglio per noi e per tutti quelli che aspettano con ansia e/o scetticismo.

Una pornografia ideata da donne sarà più ricca di personaggi ed emozioni“, dite nel vostro video-appello. I maschi non sono capaci di fare un pornografia ricca di personaggi ed emozioni? È un problema di genere o un problema di domanda e offerta sul mercato?
Io personalmente non credo sia tanto una questione di genere quanto di domanda e offerta appunto. la pornografia è sempre stata vista come un prodotto per uomini, fatto da uomini. Dal momento che il mercato si apre, si apre anche il genere. O viceversa. E sperimenta linguaggi e narrazioni nuove o diverse.

Erika Lust, Candida Royalle, Annie Sprinkle, sono alcune delle donne più celebri che sono passate dal ruolo di attrici porno a quello di registe del porno. Mettersi dietro alla   telecamera è una presa di potere? Avete anche voi una storia simile? E in che modo il vostro porno si relaziona con il loro e con quello di tutte le donne che fanno già pornografia?
Mettersi dietro ad una macchina da presa è una presa di potere enorme. Le donne illustri che hai citato ne hanno dato piena dimostrazione. Loro sono pioniere, e lavorano dal di dentro dell’industria del porno. Noi arriviamo da tutt’altro background ma ovviamente anche a loro ci siamo ispirate, ci hanno dato coraggio. Io ho una passione particolare per Annie Sprinkle – sta veramente facendo delle cose molto belle e anche politiche, con ironia.

Una pornografia diversa sarà ancora pornografia?
Non son fatta per le definizioni. Non lo so, questione di moda.

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A marzo avete lanciato una campagna di finanziamento su indiegogo per produrre la raccolta dei 10 corti. A circa un mese dal lancio dell’appello, come sta andando la campagna?
Allora, proprio oggi abbiamo fatto un ragionamento sulla questione: ad oggi mancano 37 giorni e abbiamo 3300 euro su 15000 che chiediamo per girare (spesando solo le spese vive) i 3 corti che lanceranno il progetto di lungometraggio fatto di almeno 6 corti. Diciamo che la nostra colletta online, ovvero il crowdfunding https://www.indiegogo.com/projects/le-ragazze-del-porno/x/5464697#home non sta andando molto bene paragonato alla visibilità che abbiamo avuto (in Italia) come ragazze del porno. Forse anche solo perché non tutti capiscono come fare a mettere soldi su un progetto online. Stiamo infatti pensando di fare dei tutorial, ma a breve perché a fine maggio è già finita. Comunque invece in parallelo, senza strategie, abbiamo fatto una vendita di opere di artisti vari, Art for Porn, che è andata molto bene, e ne faremo altre anche a Milano forse Bologna e Venezia. Art for Porn è stato un bellissimo evento e la solidarietà fra artisti (esattamente come stiamo facendo noi registe-ragazze del porno fra di noi) di questi tempi è particolarmente incoraggiante.

Ultima domanda: il direttore irresponsabile vorrebbe partecipare in (s)veste di attore… Si può?
Certo. Faremo dei provini aperti a tutti gli interessati, non solo ad attori, fra giugno e luglio. Fra Roma e Milano, per ora. Vi faremo sapere sui nostri siti le date precise.

 

https://www.indiegogo.com/projects/le-ragazze-del-porno/x/5464697#home
https://www.facebook.com/lrdpms
http://www.leragazzedelporno.org
twitter   @ragazzedelporno

– Testo Agnese Trocchi –