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AlteriA-zioni… a cura e di AlteriA

Pubblicato il marzo 31, 2014

AlteriA

 

 

Ricordo bene il mio primo acquisto musicale.
Ricordo un piovoso pomeriggio di Settembre e mio padre che mi accompagna all’unico negozio di dischi di Rho…ridente cittadina alle porte di Milano.
Comprai “The Scores” dei Fugees. Che roba!
La cassettina, il libretto dentro e via.. ore ed ore in ripetizione nel walkman fino a quando iniziava a suonare più lentamente: pile scariche.
Ok. Oggi sono nostalgica.
Necessariamente nostalgica, dato che mi trovo a riflettere su come è cambiato lo scenario musicale ora che è tutto accessibile e non localizzato. Su internet, per intenderci, ogni mondo è paese e ogni paese è mondo.  Posso sentirmi parte della comunità “hard rockers forever in Canada” pur essendo per metà Rhodense e per metà siciliana.
Eppure qualche tempo fa, nemmeno cosi tanto tempo fa  (ueh..io sono una ragazzina!!) non era cosi.
Qualche tempo fa la musica si viveva, se non volendo esagerare nel proprio quartiere, nella propria città si.
L’iniziazione alla musica avveniva all’incirca cosi:
qualche compagno di classe, magari grazie ad un fratello o ad una sorella maggiore, arrivava millantando una musicassetta di un qualche artista.
Ricordo bene quei primi ascolti che, verso i 14 anni, mi hanno aperto un mondo:
-1996 “Cosi Com’è” Articolo 31 (si, avete letto bene!)
-1997 “Mondi Sommersi” Litfiba …e da li la disperata corsa all’indietro alla ricerca di ogni canzone di Piero e Ghigo e l’acquisto quindi di tutta la loro discografia dall’85’ in poi.
(apro una parentesi… vado fuori tema perdonatemi: curioso che le prime band ascoltate in adolescenza siano capitanate dagli attuali giudici di “The Voice”… della serie, qui si va davvero a rotoli!)
Comunque…
Una volta copiato il nastro del proprio compagnio di classe, con tanto di scotch sulle fessurine della cassetta (ricordate?) , un mio istinto primordiale, una mia tendenza a concentrarmi sulla voce, mi obbligava a fare stop e play, come una pazza maniaca assatanata di parole, per poter scrivere sul mio quadernino i testi di ogni canzone .
Bella vita oggi: Google, titolo canzone, cerca lyric…taaaaac. Stampa e leggi.
Quasi sempre, chi faceva parte del gruppetto nerd di appassionati di musica, a quel punto sentiva stretto come luogo di confronto e scambio solo la scuola e quasi sempre nasceva la voglia di tentare di riprodurre quelle canzoni. Ed ecco che ci si buttava in sala prove.
Senza troppo pensarci, almeno all’inizio, ci si ritrovava uno strumento in mano: “Oh, Cecco tu hai la faccia da chitarrista!Ti va?” “Ciccio.. ci provi tu con il basso?”  “Oh vabbe, io rimango fuori mi metto alla batteria” … il tastierista in genere sempre il più sfigato, arrivava dalle lezioni imposte dai genitori di pianoforte classico e si ritrovava a doversi inventare chissà quale arrangiamento su 2020 dei Timoria…alla fine faceva finta di suonare, giusto per esserci.
E poi bhe… la voce. Quello più intonato si piazzava al micofono, non sentiva mai nulla di quello che cantava, i volumi degli altri strumenti sovrastavano tutto, nessuno ero in grado di regolare mixer, volumi.. Rock ‘n’ Roll diciamo.
La sala prove di Rho, il Magilla, era punto di ritrovo di tuuuuuuttiiiii i musicisti. Quel luogo era l’attuale “gruppo” di Facebook. Non dovevi cliccare “Mi Piace” su nessuno, male che vada se qualcuno ti stava sul culo, lanciavi occhiate antipatiche.
Si suonava, si fumavano le prime sigarette di nascosto, giusto per atteggiarsi meglio a Rockers, ci si scambiava spartiti, accordi, testi e ci si dava appuntamento per assistere ai primi concerti assieme.
Concertini perlopiù. Amici più grandi, che ai nostri occhi apparivano INNARRIVABILI, che si esibivano al Boccadillos : “ Cazzoooo! Ma il pub quello in pieno centro!? Che roba!!!”
Eventi creati su Fb? Scarica l’applicazione, quella che serve per invitare tutti i tuoi contatti automaticamente? Ma va!
Passaparola selvaggio! “Buongiorno signora, sono Stefania! Si, Stefania Bianchi la compagna di Gloria, ma la può passare? Grazie ! ……. Oh Glo, Sabato andiamo a sentire le MoscheLosches al Bocca?”
Telefonate, locandini, volantini, bigliettini. Che meraviglia.
Stavo provando a ricordare il mio primo concertino. E mi è venuto in mente, per quanto credo di aver fatto di tutto per rimuoverlo dalla memoria! Cantai come corista, avevo persino un nome d’arte (Fly MC!!!) , con quello che era considerato il rapper del quartiere più figo, Zeus.
Il luogo dell’esibizione era un Motel. Sì! Un Motel. Purtroppo non riesco proprio a ricordare il nome ma so solo che era in località straniera: ben 1 Km fuori Rho, a Terrazzano.
E poi ancora ricordo l’aria di sfida che si creava tra le band dei diversi licei o degli oratori. Ogni quartiere, ogni rione aveva la propria band di rappresentanza… Non si caricavano video su YouTube, non si usava Soundcloud e non potevi scrivere sulla tua bacheca cattiverie su quella band che tanto ti stava sulle palle.
Se volevi saperne di più, ti toccava uscire, chiedere il permesso ai genitori di andare al San Carlo quel pomeriggio “Dai ma’! Studio domani, tranquilla. Ci vanno tutti oggi a sentire i Rhock” (notare l’incredibile gioco di parole..Rho, Rock…che genialità!)
Potrei andare avanti pagine portando a galla ricordi legati al mio paese e alla musica: il festival estivo RockinRho, la prima band che fece il proprio sito internet creando dello sgomento generale, quelle band che sono riuscite a farsi conoscere anche fuori di casa, ma mi devo fermare. C’è tempo per il mio primo romanzo, non mi sento ancora pronta;)
Non si può chiudere una lista di ricordi con una morale, non c’è morale ma posso tentare di trarre una conclusione, una mia personale opinione.
Rione Vs Internet : non riesco a decretare il vincitore. Troppi pro e contro. Sarebbe bello trovare il giusto equilibrio.
Sarebbe bello uscire di casa il venerdì sera e trovare amici, vecchi e non, riversarsi nei locali per godere non solo di musica, ma anche della compagnia delle persone, la compagnia “calorosa” e non quella freddina dei social, cosi come è bellissimo potersi vedere l’intero live dei Nine Inch Nails in HD su VEVO, dato che hanno suonato a Los Angeles e purtroppo avevo la cena dai miei e non son potuta andare. ;)
Equilibrio.
YouTube e Spotify sono un tesoro, uan risorsa meravigliosa: poter scoprire ogni artista di ogni posto del mondo. Ma che bello anche scoprire band della propria zona, seguirle, scoprirne la storia, vederle magari anche crescere e migliorarsi.
Equilibrio.
Più rione per tutti e forse un pò meno Internet.
Che ne dite?

AlteriA-zioni… a cura e di AlteriA

Pubblicato il gennaio 29, 2014

AlteriA

È un periodo di cambiamento.
Sta cambiando il mio corpo, il ritmo del sonno, le abitudini alimentari. Divento grande, vado verso i fatidici 30 anni e cambiano persino i miei gusti musicali.
O meglio, la mia attenzione, la mia curiosità e fame musicale vengono rapiti da artisti nuovi che forse prima non mi avrebbero colpita.

Qualche tempo fa , cliccando da un video all’altro come una giovane youtuber, mi sono imbattuta nella perfomance live di una cantante: voce maestosa, presenza catartica ma soprattutto occhi sinceri e gioia spontanea nel fare la sua musica, una naturalezza sul palco disarmante.
Sembrava Vera.

D’istinto ho sentito l’esigenza di saperne di più, vedere e ascoltare altro di suo.
E mi sono appassionata. Artisticamente innamorata. Non mi succedeva da tempo.

Qual è la stranezza? Tutti i giorni nascono nuovi fans di nuovi artisti.
La stranezza è stato il motivo principale per il quale questa artista mi ha rapita.
La Realtà. Presunta o tale, oggettiva o soggettiva, il suo sguardo era vero: emozionalmente coinvolto.
In un periodo come quello che stiamo vivendo, dove tutto è falsato, forse il mio istinto mi ha spinto a cercare qualcosa di più semplice, meno sovrastrutture, più cuore e più viscere.

Quanti artisti veri, concreti esistono oggi? Sto realmente invecchiando e diventando l’acida polemica, la patetica nostalgica fuori dal tempo, quella che si scandalizza davanti alla leccata del martello della Cyrus?
Che poi, oh! Mica mi scandalizzo… Io accetto i vari fenomeni del momento: Cyrus, Biber e compagnia bella, io li accetto, a modo mio: li ignoro.
Per me sono i cosiddetti cantanti da macello.
Un videoclip dietro l’altro, dove l’oggetto canzone non è interpellato, dove l’obiettivo è “devo fare la roba più strana del mondo cosi da catturare l’attenzione”.
Io mi immagino incredibili art director, di incredibili video, con queste incredibili idee fulminanti: “Ehy! Ho trovato! Lecchiamo un martello! Siii, figata! e poi e poi? Usiamo il culo di Rhianna e le facciamo fare del twirkin. Evviva. Ma tu, ma tu queste idee da dove le tiri fuori? Genio!”

Fino a prova contraria, genio sì: funziona. Milioni di views.
Fatto sta.. artisti bellissimi, precisi nelle loro sembianze ed apparenze che però fanno parte del catalogo “cantanti” dell’anno che corre.
Nell’attesa del prossimo fenomeno mediatico, si strizza fino all’ultima goccia l’artista in questione: finita la frollatura, fuori uno dentro l’altro.
Merce in vendita. Carne da macello.

A questo si aggiunge un altro fenomeno che ultimamente ha preso strada paurosamente: tutti possiamo fare tutto.
Per carità!!! È un bellissimo pensiero: “Volere è Potere” , giusta e sacrosanta energia vitale per il nostro ego ma. C’è un “ma”.
Anche a me piacerebbe essere la prima ballerina di danza classica della Scala a Milano, mi piacerebbe tantissimo: mi ci vedete con dei collant rosa e tutina di tulle, saltellante e leggiadra? Meraviglia.
Ma qualcosa mi dice, in fondo in fondo dentro di me, che forse non sono portatissima. Insomma non ci si può sempre improvvisare. Credo, specie nel mondo delle arti, che una certa disposizione, vocazione, sia innata. Ed invece siamo circondati da gente che si improvvisa.

Ed ecco che sono arrivata al punto: il mio cambiamento.

I 30 anni (non ancora compiuti, precisiamo precisamente!) mi stanno regalando il dono dell’empatia.
EMPATIA: εμπαθεία” (empatéia, a sua volta composta da en-, “dentro”, e pathos, “sofferenza o sentimento”), sentire e comprendere lo stato d’animo altrui, l’emozione altrui.
A pelle e ad istinto ecco che trovo quella Realtà che per me è reale (giuro, sono le 11.20 del mattino, sono in viaggio su un treno Firenze – Milano e ancora non ho bevuto nulla).
Su Facebook, Twitter e affini, pubblicazione compulsiva di foto dove siamo tutti bellissimi e senza tratti somatici grazie al filtro “fammi figa”, “fammi interessante con questo libro in mano che non so neanche di chi è”.
Ed ecco che qualcosa dentro di me decide di darmi una sveglia, una sorta di istinto animale alla sopravvivenza : essere umano vero Vs essere umano cazzaro.
Il discorso può essere declinato davvero in ogni ambito ma per evidente vocazione personale mi sono fatta tutto questo ragionamento su un file word pensando alla musica.

Realtà & Musica: SI PUO’ FAREEEE !! (Direbbe cosi il Dr. Frederick Frankenstein)

Basta fake, io da oggi – o forse l’ho sempre fatto ma ora ne ho consapevolezza –  vado alla ricerca di musica genuina.
Non ne sto facendo un discorso di generi, c’è musica genuina nel pop cosi come nel rock e viceversa.
Mi lascerò guidare dall’empatia, scruterò lo sguardo di artisti e cantanti alla ricerca di quella scintilla, di quel carisma che non può essere dono di tutti.
Ed è bello così, è giusto così, altrimenti nella storia avremmo centinaia di John Lennon, manciate di Jimi Hendrix.

Non parlo di “bravura”, virtuosismo: quanti al giorno d’oggi si piazzano su YouTube a suonare o a fare clincregistrate nelle proprie camerette, dimostrazioni pubbliche del proprio tecnicismo… sì, ma il cuore dov’è?

Io sono alla ricerca di questo cuore e quando scoverò questi artisti li andrò a sentire live per poter godere di tutta la loro energia, rubarla e riutilizzarla. E comprerò anche il loro album..sì, lo so è pazzesco, sono in totale controtendenza: comprerò musica!
Che poi a pensarci bene cosa c’è di più reale nell’andare a sentire un live di un bravo artista? Entrare in un locale, incontrarsi con altra gente, condividere emozioni, birre e…birre.
E poi … acquistare un album, oggetto fisico e reale, testimonianza tangibile del lavoro di un bravo artista. Ma volete mettere?
Per me il 2014 sarà l’anno della musica, ma solo quella Vera.

Ps: come ogni rubrichetta che si rispetti faccio una paio di nomi di artisti che mi hanno colpita per questa trasparenza e che mi hanno accompagnata in cuffia durante questo mio scrivere:
-Blastema.
-Florence & the Machine
-il terzo nome lo lascio scrivere a voi.

Compito del giorno: trova un artista vero anche tu!

  

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