Articoli dalla Categoria “WELLNESS

Astenia e alterazioni della sfera sessuale

Pubblicato il aprile 30, 2014

L’omeopatia osserva un iter diagnostico molto articolato per definire la causa (eziologia) e la cura dell’astenia.
In linea generale l’astenia è un sintomo che il paziente ri- ferisce nella maniera più varia.
“Mi sento stanco… mi sento senza forze… vorrei dormire tutto il giorno… etc.”

La mancanza di forza, di “potere” nel fare qualcosa e la stanchezza sono il comune denominatore di tutte le forme di astenia.
Spesso, però, è solo un sintomo punta di un iceberg il cui vero volto è per esempio una sindrome depressiva: “Non ho voglia di far nulla, non ho motivazioni e piaceri di vita per cui sono stanco di tutto…” 
Vi è la stanchezza reattiva in tutti quei soggetti che devono e vogliono essere sempre performanti sul lavoro, con gli amici, a scuola o all’università.
 A volte l’astenia può essere l’espressione di patologie gravi.

 

Omeopatia

 

 

In omeopatia è necessario comprendere esatta- mente l’origine di tale sintomo, coglierne le sfu- mature e i ritmi rispetto alle attività quotidiane nell’ottica di trovare il rimedio più adatto per la prescrizione finale.
Non sarebbe sufficiente un intero magazine per ad-
dentrarci nelle costituzioni e nelle diatesi omeopatiche ma è importante accennare al fatto che la conformazione fisica e la storia fisiologica e patologica di ognuno di
 noi sono alla base della tipizzazione dei diversi tipi di astenia.
Alla stanchezza in generale è sempre più collegato il problema della astenia sessuale intesa come mancanza di potere sessuale che in un contesto maschile è più da interpretare non solo come una difficoltà a trovare il vigore fisico durante l’atto ma anche come la mancanza di libido; in un contesto più femminile (con tutte le eccezioni del caso che non sono riconducibili a una regola generale) il concetto di potere sessuale è più legato alla libido intesa come l’interesse e/o il desiderio di avere una rapporto.
 Non sono oggetto di questa breve trattazione tutti i casi di dispareunia (difficoltà nell’avere un rapporto sessuale) in cui i problemi di base sono infezioni genitali (specialmente per la donna).

 

Phosporicum Acidum:
Marcata astenia e stanchezza fin dal mattino, soggetti in genere magri, longilinei, molto sensibili e fantasiosi. Tendenti all’ipotensione. In ge- nere alterazione nella durata dei rapporti sessuali.Si stancano subito. Libido variabile. Donne molto sensibili ed emotive spesso con fervida immaginazione anche in ambito erotico.
Kalium Phoshoricum:
Esaurimento e stanchezza dopo sforzi mentali (eccessivo studio, abusi in genere)
Nux Vomica:
Nelle persone iper competitive, attive, spesso alcolisti o fumatori, collerici, in genere manager o soggetti che devono per forza riuscire nella vita, che danno molto importanza al denaro come affermazione economica.
 Periodi di mancanza di vigore sessuale con alterazioni che si presentano durante un rapporto che in genere inizia in maniera normale.
Conium Maculatum:

Impotenza o mancanza di libido dopo lunga astinenza sessuale.
Vertigini e sintomi gastroenterici. Stanchezza
Natrum Carbonicum:
Spossatezza dopo una insolazione
Thuya:
Stanchezza e disinteresse verso tutto su base spesso depressiva.
Un ultimo messaggio mi è d’obbligo.
A volte il miglior rimedio per problemi di libido e per l’astenia sessuale è cercare di incontrare un partner che ci faccia veramente sentire bene!

Omeopatia da Barrio e da Bar

Pubblicato il marzo 31, 2014

Tutti forse avremmo bisogno di un Barrio, di un quartiere dove c’è la nostra casa, in cui tutti i vicini ci conoscono e ci riconoscono, dove “la coscienza di ciò che si è diventa collettiva, sociale e non individuale…”
Un luogo nel quale ritornare dopo una lunga giornata di lavoro a contatto con estranei e rivedere volti e luoghi noti.
Forse per andare nel solito bar, quasi come una seduta psicologica nel corso della quale il barman è il tuo psicologo perchè “legge” la tua stanchezza e ti serve il “solito” come medicina per rilassarti.
Lì puoi essere più te stesso, mantieni sempre la tua connotazione sociale ma la arricchisci dei tuoi pensieri e della tua identità.
Metti in stretta correlazione il barrio esteriore con il tuo barrio interiore: la tua anima.
Se non c’è un barrio come centro di autoriconoscimento che ti fa sentire parte di qualcosa e non c’è un bar in cui accomodarsi si genera la sterilità di un’esistenza in cui l’identità non trova un corrispettivo con la collettività.
Ci si sente mortificati nell’ esigenza di essere parte di qualcosa, di essere riconosciuti come talento qualsiasi esso sia e si ricade nella frustrazione, nella noia, nella nostalgia.
Nessuna medicina può studiare quale sia la cura farmacologica per queste noxe patogene potentissime.
A mia parere la noia, la nostalgia e la frutrazione sono alla base della maggior parte delle patologie di un essere pensante.
Per curare tali impostori della salute spesso si ricorre in maniera compulsiva al bar distorcendone lo stesso concetto prima enunciato, sostituendo all’esigenza di tornare a casa il sentimento perverso di deturpare la propria anima per renderla irriconoscibile a noi stessi essendo non riconosciuta in nessun barrio.
Quasi violentare la propria anima colpevole di non essere come sono tutte le speudo anime che ci circondano e per questo non ci riconoscono o non lo vogliono fare.
Come dicevo prima non vi sono cure farmacologiche che riescano da sole ad eradicare la noia, la nostalgia e la frustrazione di chi non ha un barrio e un bar, forse le può curare l’unica scienza che le ha descritte nelle infinite forme e che le ha raccontante nell’evoluzione dell’uomo: la letteratura.
In aggiunta quindi ad un buon libro ecco qualche rimedio omeopatico per aiutarsi nel sentirsi meno “orfani” del quartiere e per rispondere a “bevute” incontrollate al tavolo del bar:
Pulsatilla:
il classico rimedio di chi si sente abbandonato. Soggetti fantasiosi, timidi, spesso di carnagione molto chiara ed occhi verdi, con lentigini e capelli tendenti al chiaro (ovviamente vi sono tantissimi “tipi” pulsatilla mori con i capelli ricci, in medicina olistica le regole generali vanno sempre contestualizzate in quadri più complessi).
Il corredo di sintomi di questo rimedio è molto ampio, in questa rubrica ci limitiamo ad annoverarlo come rimedio per chi si sente abbandonato ed ha bisogno di abbracci e carezze
Magnesia carbonica:
È anche denominato il “rimedio dell’orfano”.
Sono quei soggetti che si sentono quasi rifiutati da tutti, stanno spesso in disparte e sono molto chiusi in se stessi
Nux vomica:
il rimedio del post sbronza. Se gira la testa e si hanno spasmi all’apparato digerente dopo una notte di eccessi, ricorrere alla nux vomica per trovare un rapido sollievo
Tabacum e China:
Aiutano a morigerare la nausea dopo eccessi da bar
Conium maculatum:
Sindromi vertiginose ed eccessi anche sessuali dopo una lunga astinenza.

 

 

A cura del Dott. Alfonso Tramontana

L’Altrove e l’omeopatia… come difendersi in viaggio

Pubblicato il marzo 1, 2014

Cari abitanti dell’Altrove,
ecco un breve elenco di rimedi omeopatici fatti apposta per voi.
Essere Altrove infatti può essere sia uno stato fisico  ma anche una scelta o condizione interiore e mentale.
Il comune denominatore di entrambi gli stati è quell’intervallo che si interpone fra lo stato di partenza e quello di arrivo all’altrove: il viaggio.
Smart phone con i fusi orari di più luoghi, portafogli con crogiuoli di valute (dollari, euro, pounds, magari qualche pesos), passaporto, taccuino in tasca e riduttori di presa per le differenti tensioni elettriche e spesso tanti progetti, tante paure e la voglia di  mantenersi coerenti con il proprio talento sono in genere i bagagli più comuni ed importanti di chi vive viaggiando.
A questi si possono aggiungere utili farmaci omeopatici per difenderci e prevenire i danni da viaggio.
Cocculus Indicus: in tutti gli stati di jet lag, insonnie da continui spostamenti, nausea, vertigini e sindromi da cinetosi (movimento da automobile, treno, aereo, nave).
Il Cocculus è un potente antiemetico e riequilibra il sistema nervoso centrale ed autonomo in tutte quelle sindromi a cui vanno spesso incontro i viaggiatori;
Tabacum: per chi è fumatore: e “su questo volo non è consentito fumare! e nelle toilettes vi sono i sensori per il fumo…” aiuta nelle fasi di astinenza;
Oscillococcinum: È una sorta di “vaccino” omeopatico contro le sindromi influenzali. È estratto da un particolare ceppo di uccelli migratori che viaggiano continuamente venendo a contatto così di tantissime varietà di virus distribuiti a livello intercontinentale. Da assumere specialmente in caso di viaggi in altri continenti all’ìnsorgere dei primi sintomi influenzali;
Aconitum Napellus: in tutti i casi di sbalzi di temperatura e colpi di freddo;
Natrum Carbonicum: in caso di esposizione continua al sole con insolazione;
Ma il viaggio verso l’Altrove è anche uno stato interiore.
Soggetti sognatori, artisti, pieni di idee astratte e di continui progetti spesso mai realizzati. Coloro che vivono in una loro dimensione, in un Altrove interiore. Spesso introversi ma dotati di una profonda voglia di socialità che li rende cordiali ma riservati. Dotati di una fervida immaginazione sono spesso portati alla trascendenza, all’Assoluto, alla spiritualità e agli studi esoterici. Nella maggior parte dei casi sono ricercatori, musicisti, attori, e in generale si inquadrano in quella classe di “diatesi” omeopatiche che prende il nome di “Tubercolinismo”.
L’altrovista spesso è un tubercolinico.
Può aver sofferto da bambino di patologie che interessano le ghiandole linfatiche e le sierose (Tonsilliti e otiti frequenti, pleuriti, appendiciti) e in genere tende ad essere mutevole nei suoi sintomi che appaiono paradossali.
In questi casi di Altrove è più difficile standardizzare ed omogeneizzare un trattamento omeopatico.
È necessaria una valutazione olistica del soggetto e un inquadramento energetico per individuare il rimedio o i rimedi omeopatici più adatti.
Fra i sintomi che spesso sono comuni agli altrovisti tubercolinici vi sono in genere sindromi ansiose e depressive derivanti da insoddisfazione, incapacità a riconoscersi nella società, voglia di creare e di esprimersi come talento, nostalgia, noia, disperazione, insonnia, panico, frustrazione e palpitazioni,sensazione di essere abbandonati e di mancanza di affetti e di amori sinceri, voglia di stare in casa accanto a persone di cui ci si fidao accanto a cose che li avvicinino a persone che amano, voglia di stare da soli, ipersensibilità alle ingiustizie, voglia di andare via.
In questi casi i rimedi più importanti sono: Ignatia Amara, Pulsatilla, Natrum Muriaticum, Magnesia Carbonica, Apis Mellifica.
Ma sarebbe impossibile poterci soffermare sulle caratteristiche fisiche e sullo “psichismo” di ogni singolo rimedio fra quelli annoverati.
Concludo con un parere personale: accanto all’omeopatia è necessario abbinare qualsiasi cosa (oggetto, profumo, immagine,abiudine) che dia all’Altrovista l’idea di avere trovato la sua casa perchè forse è proprio l’esigenza di trovarla e di ritrovarsi che ha reso l’Altrove tale.

 

A cura del Dott. Alfonso Tramontana

Ansia, panico e Omeopatia

Pubblicato il gennaio 29, 2014

L’ansia nelle sue varie forme e presentazioni cliniche spesso rappresenta un universo contro il quale anche medici e terapeuti esperti finiscono con l’arrendersi.
Da dove deriva l’ansia? Si nasce così, ci si diventa o entrambe le ipotesi coesistono? Come si fa a quantificare oggettivamente il grado di ansia che una persona prova in un determinato momento?
La medicina ufficiale dispone di sistemi di misurazione, diagnosi e terapia.
Ma siamo sicuri che l’approccio sia efficace, specialmente se andassimo a chiedere ad un soggetto in cura per disturbi d’ansia “come ti senti?”.
Può una terapia (qualunque essa sia) non tenere conto della percezione e delle sensazioni che la stessa provoca ad una persona alla quale viene somministrata?
Non è questa la sede per addentrarci in discussioni approfondite né tanto meno si vogliono in poche righe contestare “linee guida” internazionali che in moltissimi punti a mio avviso forniscono delle soluzioni efficaci.
Il fine è quello di fare una riflessione basata sull’esperienza diretta scaturita dall’ascolto, prima che dalla cura di persone che soffrono di disturbi d’ansia.
E la prima considerazione che mi viene in mente è che l’ansia è difficilmente quantificabile dall’esterno.
I vecchi maestri di semeiotica medica dicevano che solo un tipo di dolore è di lieve entità e facilmente sopportabile: quello degli altri.

Altra considerazione: spesso il soggetto ansioso prende psicofarmaci che gli tolgono l’ansia, ma ansioso di base resta.
Spesso i farmaci insieme all’ansia appiattiscono anche tutta quella serie di reazioni emotive, di pulsioni e di sensazioni che costituiscono l’emozionalità del soggetto e che spesso vengono confuse con il termine ansia.
È veramente brutto e patologico che un adolescente al primo appuntamento con la ragazza dei suoi sogni abbia il cuore in gola?
O che il “Nino” della canzone di De Gregori abbia un po’ di paura prima del calcio di rigore? O che un artista abbia il crampo allo stomaco perché vede dal backstage il teatro pieno di pubblico?
Forse l’approccio corretto dovrebbe essere volto alla correzione del dato spiacevole ed invalidante dal punto di vista individuale e sociale senza però anestetizzare l’emozionalità con cui una persona è nata, che la persona ha completato nella sua costruzione di vita quotidiana e con la quale quindi convive.
L’omeopatia si propone di raggiungere questo equilibrio in associazione spesso ad altri interventi, come ad esempio la psicologia.
Per la medicina omeopatica si può nascere predisposti all’ansia (diatesi o miasmi) e le influenze sociali, alimentari ed ambientali determinano più o meno lo sviluppo della stessa.
Ecco un breve elenco dei principali rimedi per la cura dell’ansia, considerando sempre che è fondamentale consultare un medico omeopata esperto e che non è corretto sospendere le terapie convenzionali senza la supervisione di un medico competente:
Ignatia Amara: uno dei rimedi più usati contro le sindromi ansiose. I sintomi sono paradossali e mutevoli, spesso insonnia iniziale (difficoltà a prendere sonno). È un sedativo naturale.
Argentum Nitricum: ansia con tremori, agitazione psico motoria, ansia anticipatoria con paura che possa accadere qualcosa di spiacevole, paura di essere in ritardo, agorafobia, attacco di panico
Gelsemium: come argentum nitricum, ma più tremante. Inoltre durante l’attacco d’ansia il soggetto si blocca.
Aconitum: tachicardia e sensazione di morte imminente o di avere un infarto in corso. Attacchi di panico.
Pulsatilla: è il rimedio della “pecora”. Persone emotive, ipersensibili, che si sentono abbandonate dalle persone che amano e da cui vogliono essere amate. Inclini al pianto, amano la consolazione con abbracci e carezze.
Arsenicum Album: persone ansiose per la propria salute. Ipocondriaci. Asteniche e deboli.
Nux Vomica: È il manager stressato, l’attore che deve dare il massimo, la persona che deve essere performante al massimo.
Spesso ha abusato di eccitanti o di alcol e fumo. A volte mangiatore compulsivo.
Può essere insonne e svegliarsi nel mezzo della notte pensando a quello che farà domani. Crampi e dolori addominali.

 

Testo di Alfonso Tramontana

Perchè d’inverno è meglio… l’Omeopatia

Pubblicato il gennaio 1, 2014

Una sensuale canzone di Paolo Conte inizia esaltando le qualità della donna nella stagione invernale.
D’inverno la donna è più algebrica, pensosa, afgana, forse anche “più intelligente…”
Pur concordando sull’alchimia delle immagini evocate dall’artista è anche vero che l’inverno con le sue improvvise escursioni climatiche, il freddo, il vento è la stagione delle influenze e dei raffreddori.
L’omeopatia può essere un rimedio naturale e praticamente privo di effetti collaterali per affrontare al meglio queste situazioni.
Non bisogna mai dimenticare che l’omeopatia è una medicina che cura l’individuo nella sua unicità, per cui non è mai completamente corretto parlare di rimedio omeopatico per il raffreddore, per la febbre o per l’influenza.
La prescrizione deve sempre tener conto della situazione individuale di ogni singola persona che, nel caso dei malanni invernali, sviluppa una sindrome influenzale in maniera soggettiva e specifica per cui viene richiesto un rimedio personalizzato.
Sono centinaia i rimedi omeopatici  e con varie “diluizioni” che possono essere utili nel trattamento e nella prevenzione dei malanni invernali.
Questa breve rubrica quindi non vuole essere altro che un “incontro” con una scienza tuttavia discussa, controversa ed in evoluzione parlando in generale di quelle condizioni che comunemente possono essere affrontate con l’omeopatia anche in maniera integrata con i farmaci tradizionali (i rimedi omeopatici non interagiscono generalmente con le medicine convenzionali).
Ecco un breve elenco  dei rimedi più utilizzati nella stagione invernale:
Aconitum Napellus: dopo l’esposizione a freddo secco, colpi di vento, sbalzi climatici. Aiuta a prevenire e a trattare nelle primissime fasi il raffreddore ed i sintomi influenzali. Il soggetto aconitum è ansioso per il suo stato di salute, spesso in preda a palpitazioni e tachicardia con senso di fine imminente. Ha paura di raffreddarsi.
Belladonna: per le febbri alte con sudore ed arrossamento, in genere “segue” la fase di Aconitum napellus. La “chiave” sintomatologica di Belladonna è la repentinità dei sintomi, il calore ed il rossore.
Dulcamara: sintomi ossei peggiorati dal freddo umido. Per alcuni è il rimedio delle “donne francesi” data la particolare popolarità fra le signore in Francia dove il clima umido è frequente.
Eupatorium Perfoliatum: per i dolori ossei durante una sindrome influenzale. Assomiglia molto al classico paracetamolo quando ci si sente tutte le ossa “rotte” e dolenti.
Phytolacca Deandra: per le faringodinie (dolore alla faringe) con tonsille gonfie
Sempre per la gola (tonsille, faringe e laringe) Lachesis per l’infiammazione che inizia sul lato sinistro della gola o Lycopodium (lato destro).
Arsenicum Album: in tutti i processi debilitanti, nelle convalescenze come ricostituente specialmente in soggetti ipocondriaci.
Gelsemium: febbri con convalescenza, con tremori e inquietudine.
Petroleum: per le mani screpolate e fissurate dal freddo.
Cocculus Indicus: per i viaggiatori che sono soggetti ad abbassamento delle difese immunitarie nel corso dei loro contintui spostamenti.
Per la prevenzione dell’influenza esistono vari “vaccini”omeopatici.
Uno dei più conosciuti è l’Oscillococcinum che sembra poter prevenire con una somministrazione settimanale l’insorgere dell’influenza.
D’inverno forse è meglio curarsi in maniera naturale con l’omeopatia e, se la donna descritta da Paolo Conte  avesse bisogno di un aiuto per “accendere” il suo desiderio e quello del suo partner anche d’inverno, convincendolo magari a non andare in gita per “dedicarsi” a lei, potrebbe incontrare nell’omeopatia un valido alleato…
Ma questo è un altro argomento.

  

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